A Venaria Reale la Ciriè – Lanzo, come ancora oggi viene indicata dalla gente nel parlare comune, nonostante il suo prolungamento fino a Ceres, arriva dalla Madonna di Campagna e si innesta sul territorio cittadino nella Regione Brentatore con un percorso parallelo al corso Piemonte; attraversa poi la tangenziale e continua al fianco di corso Garibaldi fino alla Stazione di viale Roma, per poi passare prima il Ceronda e poi lo Stura e proseguire verso Borgaro.
Già nel 1827 il Consiglio comunale di Venaria Reale, nella seduta del 11 febbraio esaminò la proposta di un contributo alle spese di costruzione di una linea ferroviaria tra Torino e Ciriè. La richiesta fu di 36.000 lire e ciò avrebbe comportato l’accensione di un mutuo presso la Banca Nazionale di Sconto. La cifra apparve davvero eccessiva per le magre finanze del comune e pertanto la proposta venne accantonata.
Nonostante questa rinuncia il problema del collegamento tra Venaria e Torino era ormai posto: le difficoltà per coprire gli 8 Km che separano piazza dell’Annunziata al centro di Torino, cominciarono ad essere avvertite specialmente per i commercianti, gli artigiani e i lavoratori che allora operavano in nella zona di Torino e per quelli che dalla città subalpina venivano a lavorare a Venaria (Ballone, Racca 1998, p. 409).
Il Consiglio comunale ne prese atto e successivamente quando l’Ing. Gaetano Capuccio presentò un nuovo progetto di ferrovia, venne recepito con molto favore. Infatti nel 1862 quando si costituì la Società Canavese per la Strada Ferrata da Torino a Ciriè, il Comune aderì immediatamente ed entusiasticamente e dopo aver deliberato “di consultare la parte della popolazione più interessata a tale stabilimento”, il 25 giugno 1865 il Consiglio comunale approvò l’acquisto di azioni di detta società per un valore di 150.000 lire. Questa brillante iniziativa di Venaria Reale, oltre a favorire lo spostamento di persone, facilitò l’insediamento sul proprio territorio di opifici industriali (Maschio 2020, p. 82). Seguì una fase non sempre lineare, a volte conflittuale, tra il Comune di Venaria Reale e la Direzione della società preposta alla costruzione della linea. Anche le operazioni di esproprio dei terreni sui quali la ferrovia sarebbe poi passata trovarono intoppi e difficoltà (Ballone, Racca, pp. 412 e 413).
Finalmente Il 18 aprile del 1868 venne inaugurato il primo tratto di ferrovia tra la stazione di Torino Ponte Mosca e Venaria Reale e il 30 novembre dello stesso anno si inaugurò il tratto Venaria Reale – Caselle Torinese. La cerimonia di inaugurazione a Venaria avvenne in occasione delle nozze tra i principi ereditari Umberto e Margherita. La durata del viaggio era di 15 min., e furono previste 9 corse a.r. nell’arco della giornata. Il costo del biglietto venne fissato in L. 0,70 per la 1° classe, L. 0,40 per la 2° e L. 0,25 per la 3° (GAZZETTA PIEMONTESE del 19 aprile 1868).
I ponti sul Ceronda e sulla Stura
Il servizio della linea ferroviaria, a causa dei regimi torrenziali del Ceronda e dello Stura si rilevò subito problematico. Infatti nel ottobre del 1872 l’originale ponte a travata metallica unica con luce di 27,3 mt. tra le due spalle, posto sul Ceronda subito dopo la Stazione di Venaria Reale, venne “portato via” da una piena, senza causare vittime. Per ripristinare l’esercizio si sostituì la travata con una provvisoria in legno e da una nuova campata metallica di maggior luce.

Quest’opera durerà fino al settembre 1938 quando una violenta piena la trascinerà via. In sostituzione venne messo in opera un ponte Bailey1 del Genio, che sarà poi sostituito nel 1947 da un ponte in cemento armato a tre luci. Anche questo ponte subirà danni nel luglio del 1973 a causa di una ulteriore piena del torrente: una delle due spalle crollò e venne poi ricostruita solo nel 1975 (LA STAMPA del 15 luglio 1973, p. 4).
L’altro ponte sul torrente Stura di Lanzo, posto a circa 600 metri più a nord del precedente non avrà migliore sorte. Il 23 di settembre del 1920 a seguito di una forte esondazione dello Stura crollarono tre campate e due pilastri. Il quotidiano La Stampa di Torino del 25 settembre al riguardo scrisse: “A seguito del maltempo, una impetuosa inondazione fece crollare il ponte di Venaria Reale su cui transita la ferrovia Torino-Lanzo. Non si registrano vittime, ma il servizio ferroviario viene interrotto“ (LA STAMPA del 25 settembre 1920, p. 2).
Il ponte crollato era costruito in muratura, a tre arcate lungo una settantina di metri. La società che gestisce la ferrovia dispose che un reparto militare pontieri provvedesse a ricostruire una pila intermedia e a posare un ponte Bailey che rimase in opera fino al 1947. In attesa il servizio venne garantito con un trasbordo dei passeggieri da e per Borgaro con automobili. Il 30 di settembre il trasbordo dei viaggiatori con bagaglio a mano sarà effettuato con una passerella pedonale, nel frattempo costruita. Il 23 novembre la Società di gestione comunica che il servizio ferroviario, interrotto per il crollo del ponte, riprenderà normalmente (LA STAMPA 23 novembre 1920, p. 3).
Qualche anno dopo, il 14 maggio 1926, un violento uragano si abbatté sulle valli di Lanzo, e in particolare Venaria ne fu fortemente colpita. La ferrovia TorinoLanzo venne interrotta tra Venaria e Borgaro, a causa dello Stura in piena che allagò le campagne circostanti e reso pericolante il ponte della ferrovia. Scrive La Stampa: “Il disagio dei passeggieri fu elevato perché il servizio trasbordo non sempre funzionò. Dopo alcuni giorni la situazione si normalizza e verificata la solidità del ponte, il servizio venne ripreso regolarmente. I danni dell’alluvione, che colpì tutto il Piemonte, furono ingenti” (LA STAMPA del 17 maggio 1926, p. 6).
Nel settembre del 1947 una nuova piena spazza via il ponte sistemato dai pontieri militari nel 1920. La notizia viene ripresa dai giornali con molto risalto. La Stampa del 26 settembre scrive: “A causa di un nubifragio le acque impetuose del torrente Stura fecero crollare il ponte di ferro della ferrovia Torino-Lanzo. Era appena passato il primo treno composto da un locomotore e due vagoni quando la testata del ponte crollò travolgendo la arcate fino alla metà del fiume. Le acque vorticose del fiume avevano eroso il terreno vicino facendo scivolare nel fiume due vagoni fermi sulla strada ferrata. Il servizio tra la stazione di Venaria Reale e Borgaro verrà effettuato con automezzi messi a disposizione della soc. Torino Nord che gestisce la linea”(STAMPA SERA del 26 settembre 1947, p. 1 e STAMPA SERA del 14 gennaio 1948, p. 2).
Per ripristinare il servizio venne messo in opera un nuovo ponte Bailey, inaugurato il 14 gennaio del 1948, che durò fino all’8 novembre 1962 data di una ulteriore esondazione che colpì violentemente tutta la zona di Torino. “Dopo 3 giorni di pioggia, crollarono il ponte sul Sangone, sul viale Stupinigi a Torino e, a Venaria Reale, quello ferroviario sulla Stura. Alle ore 6,30 il ponte della linea Torino-Lanzo crollò sotto la forza delle acque, interrompendo la funzionalità del servizio. Il servizio è stato sostituito con autopullman” (LA STAMPA del 9 novembre 1962, p. 5).


La soc. Ferrovie Torino Nord dichiararono di non essere in grado di affrontare la spesa per la ricostruzione del ponte. Per tale motivo il Ministero dei Trasporti nel gennaio del 1963, revocò la concessione alla società e nominò un commissario, che provvide nel 1963 alla costruzione del nuovo ponte che sarà inaugurato il 7 novembre 1964, alla presenza dei sottosegretari on. Mannironi e Donat-Cattin.
La stazione di Venaria Reale
La stazione di Venaria Reale venne eretta nel 1867 in viale Roma su progetto dall’ingegnere Capuccio e venne inaugurata il 7 marzo 1871. L’architettura della stazione rappresenta un’anomalia e un unicum rispetto alle stazioni ferroviarie italiane costruite negli stessi anni, in quanto il fabbricato viaggiatori era, e lo è ancora tutt’oggi, una costruzione di due piani posta perpendicolarmente a cavallo dei binari, con l’accesso ai binari garantito da una rampa di scale (Maschio 2020, p. 88).

Il Bertolotti riferendosi alla stazione di Venaria, scrisse nel 1872: “La Stazione di Torino è belloccia; quella di Veneria Reale trovasi a cavaliere della stessa ferrovia, La stazione ferroviaria di Venaria Reale vista da nord a fine ‘800. A sinistra è visibile il sentiero che conduceva al lavatoio pubblico. (fonte: Ballone, Racca 1998, p. 411) sulla strada maestra, che da Torino tende per Altessano a detto comune. Essa fu costruita su disegno vago ed ha un chiosco, in cui vi è un Caffè. Per uscirne si monta su a mezzo di comode scale, ed un bel viale con potate gaggie conduce poi a Veneria.” (Bertolotti A., Gite nel Canavese, Torino, 1872, p. 227). Una decina di anni dopo Carlo Ratti nel suo libro, Da Torino a Lanzo per le valli della Stura (Torino, Casanova Ed. , 1883) descrive la stazione ferroviaria di Venaria Reale con parole quasi uguali: “Questa [la stazione] di disegno un po’ originale, è edificata a cavaliere della ferrovia; quindi per uscirne si sale una scalette e si riesce sulla stra che viene da Torino2”

Dalla documentazione fotografica risulta che alla fine dell’’800 e inizio ‘900 la stazione cittadina venne soprelevata di un piano. (Di questa sopraelevazione non è stata trovata nessuna documentazione ufficiale e pertanto oltre a non conoscere la data esatta, non si conoscono i motivi di tale intervento. N.d.R.). A cavallo degli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, lo stabile dovette essere abbattuto a causa dei lavori di raddoppio del binario e al suo posto venne costruito un nuovo fabbricato in stile postmoderno. Anche questa costruzione è posta a cavallo della ferrovia di 3 binari (di cui uno di servizio), e si presenta con solo un piano fuori terra e con il tetto a falde con struttura in acciaio e rivestimento in lamiera. La stazione venne riaperta il 21 dicembre 1991.

In occasione della costruzione della nuova stazione, la soc. SATTI costruisce anche una passerella pedonale che collega corso Garibaldi con via Fabio Filzi. L’idea promossa dall’Amministrazione comunale di allora era quella di accorciale le distanze tra il centro di Venaria con Altessano. La passerella prevedeva anche la discesa, con due rampe di scale, verso i marciapiedi della stazione posti a lato dei binari. Questo nuovo manufatto non entrò subito in funzione, a causa di mancati collaudi e pastoie burocratiche. In prossimità della stazione, a partire dal 1888 fino al 1951 era possibile l’interscambio con i convogli in servizio sulla tranvia Torino-Venaria Reale. Attualmente è disponibile l’interscambio con le linee autobus 11 e SF2 che servono a garantire il collegamento con la stazione di Torino Porta Susa. Oltre alla stazione storica, Venaria Reale si avvale della fermata Rigola – Stadio, stazione ferroviaria posta anch’essa sulla linea Torino – Lanzo – Ceres. Situata nella Stazione di Venaria Reale, (fonte: Archivio fotografico della PRO LOCO Altessano – Venaria Reale) rione Rigola, al confine con il quartiere torinese Barriera di Lanzo, fu costruita in occasione del campionato mondiale di calcio del 1990, in concomitanza con la realizzazione dello stadio delle Alpi nell’area di una fabbrica chimica in disuso. Entrata in servizio il 17 dicembre 1991, la stazione è composta da due binari passanti, da un fabbricato viaggiatori adibito a biglietteria, da banchine e copertura delle pensiline. È presente, al di sopra della stazione, un sovrappasso ciclo-pedonale e stradale che scavalca le rotaie. La seconda stazione di Venaria Reale è stata oggetto di riqualificazione per la finale della UEFA Europa League 2013-2014, disputata il 14 maggio 2014 allo Juventus Stadium di Torino, tra gli spagnoli del Siviglia e i portoghesi del Benfica, al fine di trasportare i tifosi stranieri provenienti dall’aeroporto di Caselle e diretti allo stadio.
1Il ponte Bailey è una tipologia di ponte, d’origine militare, che prende il nome dal suo ideatore l’ingegnere britannico Donald Bailey. La sua peculiarità è la realizzazione con elementi modulari, in genere travi reticolari in acciaio ed impalcati con assi di legno, che ne permettevano una grande velocità di montaggio e smontaggio.
2Il Ratti nel citare Venaria Reale scrive anche: “Questo paese è capitale di mandamento, con abitanti 6094; dista 8 Km. da Torino ed è a mt. 252 sul livello del mare (piano delle rotaie). Ha uffizio postale e telegrafico, parecchi alberghi, molte trattorie e caffè, fra cui primeggiano l’Albergo del Moro, l’Albergo dell’Angelo, il Caffè Nazionale, detto degli uffiziali, sulla piazza, e il Caffè-chalet delle Alpi, presso la stazione”.